Saturday, 10 October 2009

London Calling

“Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire.” Samuel Johnson

Rientro da Londra.
Esausta ed estasiata dopo 5 giorni insonni per una Londra ancora incantevole ed irresistibile. Tra Amici, Monumenti, Musei, Parchi, Cimiteri, Metro, Bus, Mercati, Musica, Concerti, Artisti e Birra ho ingurgitato in poche ore tutto ciò che ho scordato per anni. Come sempre. Mi sono sentita ancora a casa, dopo tanto tempo.
La scelta di vivere a Londra è l’ennesimo salto nel buio per me. Ormai dovrei esserci abituata ma, dopo tutti i muri presi, non mi sento poi proprio un Leone.




Ho conosciuto un motociclista l’ultimo giorno. Dopo un giro per la capitale, intende solcare tutta l’isola. Per i cazzi suoi, come la maggior parte dei motociclisti del resto, e con un inglese per me troppo comprensibile per essere Inglese. Non credo di aver fatto in tempo nemmeno a chiedergli il nome e non oso tentare di ricordarmi la moto. I motociclisti sono i più rapidi a scomparire dalla mia vita.

Rientro da Londra. In questo momento tutto ciò che vorrei sarebbe soltanto salire per la SS fino a Barberino. Una moto sulla quale sentire il vento che si infila dentro e lascia scorrere lontano ogni parola. Una moto guidata da chi non ha importanza, non da me. Troppo, troppo tempo trascorso a gestire astronavi e oggi vorrei soltanto essere guidata, verso i pochi istanti dove i pensieri si sciolgono restando attaccati alle foglie secche, per poi cadere con loro verso l’aria pungente, come cocaina che penetra rapida per un’altra sgassata di vita ancora.




La Futa ha visto i miei primi passi. Sopra il pelo dei miei cani. Giù dal Taunus di mio padre e poi sull’Airone blu. I Custom dei ragazzi di Piazza e la testa e le moto ancora intere di Luca. I fari della mia Ka.
La Futa in piena notte è il preludio per un altro salto nel buio.

Rientro da Londra e ho solo voglia di stare sola, in silenzio, a far sedimentare piano ogni sensazione perché cada nel suo luogo perfetto. E poi scegliere, attimo per attimo, cosa fare di tutto questo.
Prendo la mia Musica, la mia Bike, la mia Beer e attraversando vicoli mi avvicino alla Strada.
Poi inizio a sentire il cellulare che vibra. E il mio tempo e il silenzio che terminano.
Non ricordavo proprio di aver comunicato la data del mio rientro. Con tutto l’amore che serbo per i miei splendidi e ammirevoli amici, senza il quale non sarei tornata indietro a raggiungerli, mi chiedo come riescano a possedere questa innata e sorprendente capacità di svanire all’unisono con un tempismo perfetto quando vorrei essere cercata, mentre riescono a rintracciarmi esattamente e contemporaneamente ovunque quando non ho bisogno di loro..

MIND THE GAP.

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