Accade ancora adesso.
Capita che io mi riveda volteggiare improvvisamente sopra l’asfalto. E allora ogni certezza sfugge via con le gomme.
Rientro dalle campagne carpigiane alle 3.40, dopo un giro forse a Castel dell’Alpi.
Credo. In realtà molta A1. Lambruschini, chiacchiere e poi ritorno da Crevalcore, deviando verso Pianoro e vagando, per lo più, lungo la Solita Strada.
Non regge il confronto tra l’inflessibile A1 e l’ondeggiare morbido per le strade di montagna, specialmente alla notte. Ma talvolta è liberatorio scivolare sulle tre corsie sgombre e diritte cercando di ricordare come gestire l’alta velocità, mentre al contrario le strette curve in discesa si sformano ogni volta in agghiaccianti piste di pattinaggio.
Certe immagine restano stranamente vivide come fossero appena apparse. Nonostante siano trascorsi degli anni. Al contrario di ciò che vorrei ricordare e che potrebbe anche rendermi quotidianamente la vita più agile, loro se ne stanno là, ferme, impassibili, come volessero stamparsi contro un muro. E non ho ancora trovato il solvente adatto per lavarle via.
Pensieri, riflessioni, malinconie. Questo il mio ultimo incontro con la Strada , almeno per ora.
Adesso la Ka-ramella , ahimè, se ne starà lontana fino a nuovo ordine.
E intanto il tempo scorre e le curve passano.
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