Quando ti chiedi insistentemente perchè la vita si adoperi con tanto scrupolo per distruggere ogni tuo progetto e ti viene risposto con un'unica domanda:
"Ma tu quanta voglia hai realmente di vivere?"
Questo è il momento in cui tutte le tue mille personalità interrompono i loro bisticci e si guardano, si consultano seriamente e poi ti fissano allibite, senza proferire verbo.
Questo è uno di quei momenti in cui mi mancano due gomme e un pilota.
Thursday, 16 January 2014
Thursday, 9 January 2014
Nebbie invernali e ore di sole
Dopo tutto,
mi ritrovo ancora troppo spesso immersa in quei momenti di profondo sconforto,
in cui la vita sembra prendersi riscatti incomprensibili e l’anima vorrebbe
solo poter volare via lontano.
Capita così,
per caso. Sopraggiungono tristezze improvvise, amarezze inaspettate e dolori
immeritati. Accadono tutti assieme, uno in fila all’altro come un corteo funebre.
E io vorrei
morire.
Poi ti
chiamo, per caso, mentre annaspo nel tentativo di non affondare.
Capita con
una ragione precisa, che non c’entra niente col mio stato d’animo.
Con una scusa
che è forse molto più comprensibile a te che a me.
Sai così poco
di me e sei l’ultima persona che cerco in questi momenti.
Ma ti chiamo,
senza aspettative, senza dirti niente.
Ti chiamo e
tu mi rispondi. E finisce sempre che facciamo un giro in moto.
E spesso c’è
pure il sole. Forse perché sa che ci piace quando sbuca, mentre le gomme
corrono soddisfatte sull’asfalto.
Non ricordo
una sola volta in cui mi hai risposto di No.
L’unica cosa
che so dirti è “grazie”, anche se penso che tu non te ne faccia di niente.
Non sai
neppure perché te lo dico, non parliamo mai molto.
E’
sicuramente più il tempo che abbiamo trascorso in moto di quello che abbiamo
passato a conoscerci. Trascorrono mesi prima che ci si incontri di nuovo.
Ma quelle
rare volte io guardo la tua moto sopravvissuta, sento il tuo abbraccio
incondizionato, vedo il tuo sorriso pulito e sto bene così, per il tempo che
dura il percorso, prendo aria prima di tornare a brancolare nel buio.
Thursday, 27 June 2013
Thursday, 20 June 2013
"Non ti curar di loro ma guarda e passa".
Fino ad oggi sono sempre riuscita ad
evitare ogni imbarazzo, nonostante mi sia trovata spesso a dover recitare il
ruolo di terza incomoda.
Ad oggi però sono sempre stata la scomoda reale, motivata, quella che riceveva
dai mariti le attenzioni sospirate da voi mogli, quella che veniva cercata dai
mariti di notte, quella che scopava i mariti al posto vostro.
Mi sono trovata in veri e propri
intrighi, ben peggiori, intricati e confusi di una semplice lettera di conforto
ad un amico sul letto di morte, una lettera scritta di getto, col cuore, nella
disperazione del momento in cui lo senti scivolare via e riconosci
perfettamente ciò che sta accadendo, perchè lo hai già vissuto, e non sai se
farai in tempo a comunicargli tutto quello che senti o se troverai mai le
parole giuste o gliene avrai mai dette abbastanza.
E' assurdo realizzare come un gesto
d'affetto per una persona morente (oltremodo privato) possa essere considerato
una grave mancanza di rispetto per l'intera famiglia, giudicato come infantile,
deprecabile, meschino e addirittura sporco.
E' curioso ricevere infamia da quella
persona che è stata anche invitata a mangiare alla mia tavola, rifiutando e
sputando a priori sul cibo che le avrei offerto perchè diverso dal suo.
E' ridicolo assistere ad una scena di
gelosia per una sella su cui non sono mai salita, mentre tante altre lo hanno
fatto prima di me a sua insaputa.
E tutto ciò attorno ad un letto di
ospedale, due giorni prima della morte.
Ignoro, o almeno ci provo.
Amare mi è difficile al momento.
E ancora più difficile è perdonare,
quando dall'altra parte vedo un muro di grettezza ed ignoranza.
Ma so comprendere e il tempo aiuta a
guardare obiettivamente la realtà dei fatti.
Tutto quello che vedo per ora sono la
miseria e la povertà intellettive che ancora oggi permeano questa Terra.
Il problema non è perdonare,
piuttosto dimenticare.
Certe parole non si dimenticano.
Auguro a te, che ti permetti così
facilmente di giudicare e insultare chi hai davanti senza neppure sapere la
storia di un solo minuto della mia vita, auguro a te di poter imparare da
quanto di prezioso ha lasciato tuo marito qualcosa in più di una grossolana rabbia e vuote parole.
Wednesday, 19 June 2013
NO PARACHUTE ALLOWED ON THIS WAY PLEASE
NO PARACHUTE ALLOWED ON THIS WAY PLEASE.
Perché tra noi bastava il silenzio
Perché io ti cercavo e tu mi cercavi
Perché io ti guardavo e tu mi guardavi
Perché quando due corpi si fondono, si fondono anche le anime
Perché assieme la notte era più nera ma il mare si ammansiva
e nessuna tempesta bastava ad affondare i sogni che si elevavano.
Perché quello che è stato non si può cancellare
Perché un giorno ci siamo trovati assieme a camminare
E ogni passo lascia un impronta che può solo essere un dono,
che si muove libero nel vento come una piuma
ma che può cambiare il colore del tempo, in ogni momento.
E se ci sarà un limite, lo scriveremo assieme
con la stessa penna, guardandoci negli occhi.
Non tu, non io, ma noi abbiamo scelto
E le nostre mani saranno unite anche quando le strade saranno divise
Perché ci saremo regalati la libertà di andare
E poter tornare in qualsiasi momento della vita.
Wednesday, 12 June 2013
Moonlight Drivers
Divagazioni facili
Ci sono momenti in cui è difficile scegliere tra
perdere un amico all'improvviso oppure con amara lentezza.
E ci sono momenti in cui mi rispondo che dipende
dall'espressione con cui l’amico se ne va.
E' pur vero che l'ultimo sguardo è raro
che sia lieto.
Questo vale per chi va e per chi resta.
Sarebbe un grande dono vederlo addormentarsi
sorridendo.
Ma un dono certo è ciò che lascia.
Non solo il ricordo, le parole, le risate,
gli abbracci, la sua forza, i suoi giochi, il suo lavoro. O le sue splendide
bimbe. C’è dell’altro.
Sono le persone che unisce attorno a se.
Sono le persone che unisce, tra loro.
In certi momenti sembra che si fermino il tempo,
la vita, la storia
e che ci sia solo il presente, pesante, in cui tutto
il resto passa e scorre via, in cui più facilmente si percepisce l’eco
interiore di ognuno.
Diciamola tutta. Si percepisce il Cuore di chi
più strettamente gli orbita attorno. E anche un pezzettino di Animo.
Le buone intenzioni vanno sapute riconoscere,
specialmente tra monelli.
Ed è in certi momenti in cui si comprende come
anche i monelli abbiano una buona dose di sensibilità.
Ovvio, non tutti. Alcuni.
Sono questi “Alcuni” che permettono di vivere più
facilmente certi momenti.
Thursday, 7 July 2011
07/07/07 - Megadeth In My Darkest Hour
Il passato, a ricordarsene, è più bello del presente, come il futuro a immaginarlo. Perché? Perché il solo presente ha la sua vera forma nella concezione umana; è la sola immagine del vero; e tutto il vero è brutto.
Giacomo Leopardi
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