Succede di rientrare stremati, alla sera tardi, reduci di molteplici e variopinte qualità di salasso, senza avere la forza nè la benchè minima voglia di reagire, per affievolirsi futilmente davanti ad un prelibato calice di Assenzio e un tabacco mediocre, rassegnandosi a qualche ora sul genere:
Diventa poi coadiuvante al riposo, sorbirsi oltremodo una manciata di tempo nella visione di
Ed infine resta sentitamente consigliabile sprofondare dentro ad una inglobante poltrona a forma di cuccia, lasciandosi assorbire dalla lettura del primo volume del Sandman di Neil Gaiman, "Preludi e Notturni"
quindi introdursi alla notte accompagnati dalla Moonlight Sonata di Ludwig Van Beetoven
Tutto impeccabilmente perfetto.
Se non fosse che, al sopraggiungere di Morfeo, rinvenisse alla mente un certo superato ma non per questo facilmente rimovibile motivetto...
E la notte non ebbe più fine.

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