Si alza il vento, è fresco e porta la pioggia.
Se si osserva a lungo tutto intorno si nota il colore della sera che si fa umida.. le fronde del bosco gongolano, aspettano solo di dissetarsi.. e l'aria diventa vispa e frizzante.
Nel silenzio del vespro, ascolto gli ultimi motori ruzzare ancora prima del probabile acquazzone: risuonano corroboranti come la musica a tutto volume quando ti sfami di asfalto.
Passano tutte da qua, le puledre d'acciaio.. tutte mannaggia a loro.. E i manici soprastanti sembrano tutti così belli, quando li guardi su quei ferri altisonanti. Fieri sotto al loro casco luccicante, alle protezioni e con i guanti da astronauta, incroci gli sguardi sotto le visiere e sembrano Dei. Qualsiasi bestiaccia acquista una dignità superiore con quella divisa e anche un fondoschiena in difetto diventa splendido se messo là sopra.
Quando li guardo mi dimentico sempre chi c'è sotto.
Non potrei mai far parte delle Forze dell'Ordine, le avrebbero tutte vinte loro.
Adesso vado a farmi una passeggiata lungo la ferrovia.. anche se non ho voglia di riflettere e preferirei tornare aggrappata a quel ferro mentre percorriamo la Futa dentro ad un tramonto rosso fuoco. Come poche sere fa.
Mi accendo un film e una sigaretta e mi bevo una birra da Fede, domani mi alzo presto e caccio via ancora della roba vecchia..
Basta col passato, è fin troppo invadente.
Saturday, 28 August 2010
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