Monday, 24 August 2009

Un tranquillo week-end di curve

Racconto con l’animo di una “zavorrina”: vi risparmio un qualsiasi commento tecnico ma anche descrizioni dettagliate, per evitare la noia e per lasciare ad ognuno voglia e necessità di approfondire e sperimentare di persona, creando un percorso adeguato al proprio stile. 







Venerdì mattina, sveglia ore 5: preferirei morire, ma mi impegno ad uscire dal letto e trascinare fuori i miei stracci alla volta della SS65. Da Bologna procediamo a ritmo aperto alternato da corroboranti soste fino a Barberino. Evito per ora di ripetere quanto troppo spesso sentito circa l’esimio percorso lungo questa Signora Strada 65. Mi limito ad evidenziare il mio immane sforzo nell’alzarmi all’alba per rivederla e respirare ancora fresca la sua aria, rimarcandone la bellezza di tutta l’arrampicata durante le ore silenziose e deserte del mattino, da Zula fino al Passo Giogo e oltre, immersi in una natura pressoché intatta e con una vista quasi sempre mozzafiato. 



Per uno dei tanti “Pit-Stop Merenda” ci allunghiamo fino a Barberino di Mugello: consigliato lo sguardo al Castello di Barberino e alla Villa Medicea di Cafaggiolo, senza escludere un giro al Giro di Bacco, ristorante in località Cafaggiolo, per rifocillarsi vergognosamente. 

E’ nostra abitudine consumare pasti gustosi ma frugali, rimediando spesso con riserve di frutta secca e centrifugati, quindi procediamo oltre alla volta di un secondo excursus a Fiesole: superando Vaglia fino alla Lastra, seguiamo la deviazione per Ponte alla Badia e poi la Vecchia Fiesolana che porta alla magnifica e meritevole panoramica di una località storica nonché ricchissima. 
Mi permetto solo di annotare che lungo tutto il tragitto sparso di allegre curve e brevi diritture, l’asfalto subisce molte variazioni alternando tratti puliti a tratti sconnessi, anche in zona Fiesole.

Da qui torniamo sulla statale per immetterci sulla Firenze-Mare A11, in direzione Lucca, ultima tappa della giornata.
Inevitabile una digressione anche in questa occasione: la città di Lucca è veramente bella da visitare, si possono studiare brevi o più impegnative escursioni o percorsi panoramici tra la Lunigiana e la Garfagnana, il cibo toscano è terribilmente succulento.. ma nel B&B “Corte dei Folletti” (http://www.cortedeifolletti.it) si riposa in grande stile medievale tra legno, cotto e ferro battuto, folletti, pesciolini, ranocchi, vino rosso e un’ossomerrima vasca da bagno di fianco al letto.. da non perdere! Vi consiglio caldamente la sosta in questo piccolo posto da favola!!





Per il giorno seguente, dopo un’abbondante colazione nel sopraccitato B&B dei Folletti, infiliamo direttamente la SS12, direzione Brennero. L’asfalto non migliora, a causa anche dei frequenti lavori di variante, ma tutto il tratto fino alle Fabbriche di Casa Basciana è godibilissimo, ampio, poco frequentato e ricco di morbide curve per una guida meno impegnativa sul modello “dajedegas”, dopodiché riprende il divertimento. E’ doverosa una sosta in località Ponte alla Maddalena, dove ancora a distanza si può ammirare lo straordinario Ponte, detto anche Ponte del Diavolo, che unisce le due sponde del fiume Serchio all'altezza di Borgo a Mozzano. Proseguendo oltre si incontra un’insegna “rosa” attraverso la quale si approfitta della Taverna dei Birbanti.. e una volta rifocillati, di nuovo in sella alla volta dei borghi montanari imperdibili: Vico Pancellorum sulla sinistra dopo la Località Giardinetto, con la sua bella e misteriosa chiesa romanica e i vari percorsi escursionistici verso l'Orrido di Botri, il Balzo Nero e la Pedata del Diavolo; e Lucchio, che segue subito dopo sulla destra una volta ripresa la statale, aggrappato alla roccia in case alte e strette abbarbicate tra loro e sormontate dai ruderi dell’antico Castello, fu imponente fortezza.

Infine proseguiamo fino alla bellissima Cutigliano,    dove in questo periodo si gode oltremodo della Sagra di Mezza Estate tra artigianato, polenta e il finissimo cioccolato di Catinari. Ma soprattutto, all’interno di una vetrina nel paese, è possibile ammirare una notevole (sebbene trascurata) collezione privata di moto d’epoca.





Pernottiamo da amici, anche se approfittando della squisita cena proposta tra carpacci e tagliate (in particolare di OTTIMISSIMI FUNGHI PORCINI) dalla Trattoria da Fagiolino (http://www.dafagiolino.it), si possono sfruttare le camere per la notte. Sosta obbligata alla Mescita Ripa dell'Oste per un bicchiere di Antinori o Cà Bolani (io ho preferito un Vermentino toscano) e un dessert a base di ricotta e mirtilli freschissimi in salsa di cacao.. Infine una “distensiva” passeggiata tra i suggestivi e micaripidi vicoli del borgo ammirando fulmini e stelle al contempo. 

L’indomani scegliamo di rientrare a Bologna nella tarda serata, attraversando il Granaglione: ridiscendiamo la SS12 fino alla Lima, svoltiamo per l'ex SS66 Pistoiese verso Pistoia per poi imboccare la ex SS adesso SP 632 "Traversa di Pracchia", che collega la SS66 in località Pontepetri con la SS 64 Porrettana in località Ponte della Venturina. 
Preferiamo il percorso notturno perché anche qua il traffico risulta pesante: escludendo la suggestiva Valle del Reno sulla SP632, comunque percorsa talvolta da TIR, sia la SS66 che la SS64 sono molto frequentate, il terreno è davvero sconnesso con frequenti lavori di modifica e gli incidenti pressoché quotidiani non mancano. Chi volesse sfruttare la panoramica diurna, gode di un incantevole paesaggio verde e può uscire per poco dalla traiettoria fermandosi a Riola di Vergato, dove ammirare un curiosissimo esempio di architettura eclettica offerto dal Castello della Rocchetta Mattei, sgranocchiando della sanissima schiacciata all’olio con i formaggi forniti dal Caseificio della zona. 
Per evitare il dramma di rientrare in città dopo il bucolico idillio, giunti a Sasso Marconi variamo il tradizionale percorso inserendoci sulle Ganzole e percorrendo tutta la SP 37 attraverso Sabbioni e Paderno fino alle porte della rovente città.

Ometto volutamente di ricercare e segnalare autovelox e congegni simili in quanto è mia scaramanzia ritenerli pura invenzione popolare onde scamparne la lama sottile. Prego chiunque di non tirarmela addosso, grazie.

Lamps, Niebla.

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